Un Istituto che ha alle spalle oltre 40 anni di attività ne ha di storia e di storie da raccontare. L'ISRI ha attraversato, nel corso della sua lunga esistenza, segmenti cruciali nella cronaca del Paese.

Gli anni 70: l'esordio 

"La prima impressione che ho dell'ISRI è legata ad una memoria olfattiva: un odore misto di libri e di tabacco. Uno degli odori che amo di più"

L'ISRI nasce nel 1969 come associazione culturale attiva su i temi inerenti il mondo del lavoro. In un periodo stimolante quanto complesso come gli anni  70, l'ISRI si propone di interpretare i fenomeni sociali e politici che si manifestavano in Italia cercando, all'interno del proprio campo d'azione, di trovare risposte razionali alle questioni e alle problematiche che interessavano il Paese.

All'interno dell'Istituto, da sempre, hanno convissuto formazioni e sensibilità diverse, accomunate dalla curiosità e dal gusto per le sfide e unite dall'obiettivo di fare ricerca. I primi lavori sono consulenze per enti pubblici e privati che l'ISRI si procura contattando direttamente i potenziali committenti e proponendo le proprie attività. La realtà italiana di quel periodo ed il clima culturale forniscono continui stimoli per progetti ed analisi.

"Eravamo un gruppo di professionisti con l'obiettivo comune di fare della ricerca la propria professione. Legati al mondo dell'accademia con la quale ci capitava di collaborare, pronti a scommettere su imprese nuove e, soprattutto, sulle persone."

Questa caratteristica dell'ISRI è rimasta costante nel tempo: puntare sulla persona, investire su di essa, creare rapporti stabili nel tempo e di reciproca fiducia.

Nei decenni 70 e 80, l'ISRI ha costituito per alcuni neolaureati un approdo o una fase di passaggio, dopo il percorso universitario. Diversi giovani hanno avuto un'esperienza formativa, oltre che professionale, nella permanenza in Istituto. L'ISRI ha rappresentato per essi un luogo dove era possibile fare ricerca al di fuori del circuito universitario; dove ci si poteva confrontare e scambiare idee in un contesto stimolante. Talvolta, il dibattito interno diveniva fonte di ispirazione, fornendo lo spunto per uno studio da proporre. Ciascun ricercatore argomentava ed esponeva il proprio punto di vista; il terreno comune era, indubbiamente, la condivisa cultura sociale, economica, politica e, naturalmente, la curiosità verso i fenomeni che interessavano il Paese.

L'ISRI dava anche l'opportunità di immergersi, attraverso work on field, nella concretezza del tessuto produttivo e, dunque, del campo di indagine. Si passava dal mondo del lavoro e della produzione a quello accademico, collaborando con entrambi.

Gli anni della transizione: i decenni 80 e 90

"Di fronte ad un nuovo progetto non ci siamo mai tirati indietro. Con spirito di gruppo e rimboccandoci le maniche, ci siamo addentrati in territori distanti e sconosciuti, persuasi che la curiosità e la voglia di fare fossero le chiavi del successo per ogni impresa."

La capacità di proporsi e di proporre una lettura della realtà e dei fenomeni innovativa ha consentito all'ISRI, per un lungo periodo, di stare sul mercato. E' sul finire degli anni '80 che l'ISRI ha mutato profondamente il suo orizzonte di mercato. La capacità di adattamento e lo spirito pionieristico sono stati gli elementi che hanno consentito all'ISRI di traghettarsi in quella che si è rivelata la nuova realtà economica e professionale, costituita dal mercato dei fondi strutturali e dai servizi di assistenza tecnica alla pubblica amministrazione.

Provenire dalla ricerca ha costituito un punto di forza, in quanto l'approccio rigoroso e insieme creativo del ricercatore si è rivelato un metodo proficuo ed efficace anche per questioni e temi sino ad allora inediti. Ugualmente, la curiosità e l'orientamento ad ideare soluzioni in base agli obiettivi che, di volta in volta, si è scelto di conseguire, hanno fatto sì che l'ISRI riuscisse ad affermarsi in un mercato sino ad allora estraneo.

Il presente e l'attualità

"Siamo stati in grado di trasformarci senza snaturarci, di mescolarci senza perdere la nostra identità."

L'Istituto è mutato molto in tutti questi anni e, se da un lato, la risorsa umana resta il cardine della politica aziendale; dall'altro è stato necessario, per sopravvivere, coniugare l'attenzione per il fattore umano con i parametri della redditività e della produttività. La situazione attuale, per certi aspetti, si è radicalmente trasformata rispetto agli esordi dell'ISRI: il tessuto sociale ed il paese sono mutati e così la cultura che essi esprimono.

Naturalmente è cambiato anche il mercato di riferimento che ora offre meno spazio e fondi alla ricerca e ciò ha comportato alcune inevitabili trasformazioni per l'ISRI. Da un lato si è rafforzato il senso di appartenenza, dall'altro invece si è verificata un'evoluzione delle competenze, in funzione del mercato. L'ISRI in anni recenti è cresciuto anche numericamente, oltre ad aver ampliato il proprio raggio d'azione: molti sono i giovani entrati a far parte del gruppo e ciascuno ha portato con sé il proprio patrimonio di esperienze professionali ed umane.

Ma l'Istituto si è aperto anche all'esterno, dialogando con altre realtà aziendali. Le collaborazioni e le partnership intraprese, in anni recenti, con altri enti complementari all'ISRI, si sono rivelate occasioni per apprendere nuove competenze: collaborare, negoziare, relazionarsi a più livelli e in realtà diverse, saper apprendere da situazioni e interlocutori distanti da quello che era il proprio universo di riferimento.

La professionalità unita ad un clima "familiare" risultano le caratteristiche che colpiscono maggiormente quanti vengono in contatto con l'ISRI. L'Istituto è il frutto di una sedimentazione di modi di pensare, culture, caratteri e personalità diversi tra loro, talvolta anche contrastanti, che però hanno saputo fondersi ed amalgamarsi nel corso dei decenni, grazie ad obiettivi e valori condivisi.

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